Spezzando la sua Parola

LA MADRE CHE PORTA LA PACE

Riflessione sulla liturgia della Parola

di monsignor Ermanno Raimondo

Maria Santissima Madre Di Dio  1/1/2019 – Anno (C)
(Letture: Numeri 6,22-27; Salmo 66; Galati 4,4-7; Luca 2,16-21)

Oggi, giorno di Capodanno, la Chiesa celebra la Solennità di Maria SS. Madre di Dio (la Theotókos tanto cara al mondo ortodosso), l’«octava Domini» e la Giornata della Pace.
Chiudendo un anno è importante raccogliere nel cuore – come ha fatto Maria vivendo accanto al Figlio di Dio senza poterne conoscere profondamente il mistero – l’anno che è passato con le sue gioie e i suoi dolori, con le sue fatiche e le sue speranze, e insieme con Lei rivolgere un grande Grazie al Padre che è nei cieli per i giorni che ci ha dato affidandoli alla misericordia di Dio e riconoscendo tutto il bene che abbiamo ricevuto come segno della sua benevolenza.
Oggi inizia un nuovo anno. Ogni inizio mette in moto attese, progetti, sogni, accompagnati dalla speranza che si realizzino per noi e per le persone care. Non c’è augurio migliore di quello che la liturgia oggi ci rivolge: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò. Che il Signore ci benedica con il dono della pace. La sua Pace.
La pace è un bene che va conquistato, non si ottiene senza sforzi, senza conversione, senza creatività e confronto. Per questo bisogna formare al senso di responsabilità riguardo alle gravissime questioni che affliggono la famiglia umana, quali il fondamentalismo e i suoi massacri, le persecuzioni a causa della fede e dell’etnia, le violazioni della libertà e dei diritti dei popoli, lo sfruttamento e la schiavizzazione delle persone, la corruzione e il crimine organizzato, le guerre e il dramma dei rifugiati e dei migranti forzati.
Un campo in cui la pace si può costruire giorno per giorno vincendo l’indifferenza è quello delle forme di schiavitù. È pertanto necessario portare avanti questo impegno con accresciuta coscienza e collaborazione. La pace è possibile lì dove il diritto di ogni essere umano è riconosciuto e rispettato, secondo libertà e secondo giustizia.
Nei suoi continui messaggi la Chiesa fa appello agli uomini di buona volontà, in particolare a coloro che operano nell’istruzione, nella cultura e nei media, perché agiscano ciascuno secondo le proprie possibilità e le proprie migliori aspirazioni per costruire insieme un mondo più consapevole e misericordioso, e quindi più libero e giusto.

(Ermanno Raimondo, Spezzando la sua Parola, Calabria Edizioni, 2018)