Spezzando la sua Parola

NON C’È TABOR SENZA CROCE

Riflessione sulla liturgia della Parola

di monsignor Ermanno Raimondo

II Domenica di Quaresima  3/17/2019 – Anno (C)
(Letture: Genesi 15,5-12.17-18; Salmo 26; Filippesi 3,17-4,1; Luca 9,28b-36)

Domenica scorsa le tentazioni di Gesù nel deserto, Gesù messo alla prova, provato in ogni “tentazione” dal diavolo per aiutarci a vivere, accogliere e fare nostre le sue risposte alle provocazioni del diavolo. Oggi la Trasfigurazione sul Tabor, una collina alta solo 400 metri, dove l’umanità di Gesù, l’umanità vera, piena, è trasfigurata, meglio “trasformata”, metemorphōde (Lc 9,28-36), dice il testo greco, davanti ai tre discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni che aveva portato con sé. A questi discepoli Gesù mostra il suo mistero di Dio. Con questo episodio ci viene insegnata una grande verità: che la vita nostra, come quella di Cristo, è croce e martirio secondo le parole dell’Imitazione di Cristo. Un cammino in salita che ha il picco più alto nella croce, conditio sine qua non per aprirci alla luce della Pasqua.
Quel che disse un giorno ai discepoli, lo dice oggi a noi: “Chi vuol venire dietro di me rinneghi sé stesso, prenda la croce ogni giorno e mi segua», nella purificazione del cuore, delle intenzioni, delle decisioni, per poter “vedere Dio”.
L’episodio della Trasfigurazione è un invito a porre attenzione vera alla Quaresima appena iniziata, a far sì che venga accolta come momento di grazia e preziosa opportunità di orientare tutta la vita alla volontà del Padre seguendo il percorso di Gesù che va, certo, verso la croce, ma definitivamente verso quella gloria che la croce vela e svela, nascondendo in sé la sorgente della vita in un Dio che è salvezza, pace e gioia. Per chi crede gloria e croce sono la stessa cosa, morte e risurrezione sono due aspetti della stessa realtà. Non c’è Tabor senza croce. Non seguiamo gli inganni del mondo e le proposte di felicità che ci vengono offerte dal mondo. Sono tutte illusioni. Gli antichi ritenevano che la perla fosse frutto di una malattia dell’ostrica, più preziosa quanto più grave fosse il morbo. Sì, la bellezza più pura nasce spesso dal dolo-re più profondo. Con la sua Trasfigurazione Gesù ci assicura che anche per noi i passaggi difficili e gli attraversamenti dolorosi della vita ci conducono ad un fine di bellezza se accettati e vissuti in adesione alla volontà del Padre, proprio come l’ostrica, che mostra la perla al culmine del suo dolore.
La Trasfigurazione è un invito alla fede, a uscire dagli standard di una vita appiattita sul presente; è un invito alla preghiera, alla contemplazione, a metterci “faccia a faccia” con il volto eterno di Dio, cuore a cuore con il Padre celeste, e rivestirci della sua luce e della sua bellezza. L’episodio della trasfigurazione ci fa vedere Gesù in preghiera sul Tabor in dialogo con Mosè ed Elia, cioè la Legge e i Profeti: mentre prega si riveste dei colori di Dio, il bianco e la luce sfolgorante. La bellezza di questo momento riesce a togliere il fiato ai quattro discepoli. Si addormentano, perdono i sensi e si risvegliano esprimendo, attraverso Pietro, lo stupore per la gloria che misteriosamente li ha coinvolti. Ecco per che cosa siamo fatti, per quale gloria viviamo assumendo il Vangelo come criterio ed energia di vita, come luce che ci aiuta a superare i limiti e le difficoltà nelle quali quotidianamente ci dibattiamo! «È bello stare qui», dice Pietro a Gesù. Dall’alto si vede meglio tutto. È un paradiso. Ma è solo un momento, è solo una sosta per riprendere il cammino della vita, così è stato per i discepoli, così è per noi.
Sul Tabor dobbiamo salire più volte in questo tempo di Quaresima. Dobbiamo metterci spesso davanti a Dio, liberarci da tutto, stare con lui nel silenzio, nella preghiera, nell’ascolto della sua Parola. Con un ascolto obbediente costante, umile, mettendo al centro delle nostre scelte la sua volontà. Dice S. Giovanni della Croce che da quando sul Tabor Dio ha detto: “Questi è il Figlio mio prediletto: ascoltatelo”, è diventato in un certo senso muto. Ha detto tutto. Dio continua a dire a tutti: “Ascoltate Lui, leggete il Vangelo: vi troverete più di quello che cercate” per raggiungere la meta.

(Ermanno Raimondo, Spezzando la sua Parola, Calabria Edizioni, 2018)