Spezzando la sua Parola

LA GLORIA DI DIO SI CELA IN TUTTI I POVERI DELLA TERRA

Riflessione sulla liturgia della Parola

di monsignor Ermanno Raimondo

XXXIV Domenica del Tempo Ordinario – Cristo Re dell’universo  11/24/2019 – Anno (C)
(Letture: 2 Samuele 5, 1-3; Salmo 121; Colossesi 1, 12-20; Luca 23, 35-43)

È l’ultimo giorno dell’Anno Liturgico nel corso del quale abbiamo celebrato tutti i misteri della vita di Cristo, dalla nascita alla sua morte e risurrezione, dalla partenza dalla scena di questo mondo con l’Ascensione alla sua rinnovata presenza con la Pentecoste. Oggi contempliamo Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo, un titolo di portata cosmica e universale.
La regalità di Gesù Cristo risplende nella riconciliazione e comunione che per mezzo di Lui Dio Padre ha realizzato con gli uomini. Apparteniamo a Gesù Cristo che ci ha riscattati col il suo Sangue e ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre (Ctr. Ap. 1,5-6). Per esprimere la comunione tra Gesù e noi possiamo fare nostro l’atteggiamento di affidamento e docilità fiduciosa con cui le tribù d’Israele, come abbiamo ascoltato nella I Lettura, promettono la loro obbedienza al re Davide scelto da Dio per pascere il suo popolo: “Ecco, noi siamo tue ossa e tua carne”.
Sì, siamo parte del corpo di Cristo! E dobbiamo anche ricordare quello che S. Paolo dice: “Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito”(1Cor 6,17). E noi nella Preghiera Eucaristica III invochiamo lo Spirito Santo “perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito”.
La maestà e la potestà regale di Cristo si manifesta nel nostro essere una cosa sola con Lui e tra di noi. Tutto è stato fatto per mezzo di Lui e in vista di Lui e tutto è sottomesso a Lui, perché Dio sia tutto in tutti.
Gesù ha ricevuto dal Padre ogni potere in cielo e sulla terra (Ctr. Mt 28,18) grazie alla sua vittoria su ogni forma di male e sulla morte per mezzo del dono della sua vita. Con il Sangue della sua croce ha riconciliato le cose della terra e quelle del cielo e si è compiuta la volontà del Padre che tutto sia riconciliato per mezzo del Figlio e in vista del Figlio. Il Padre non ha risparmiato suo Figlio per noi peccatori. Ha voluto che fossimo redenti dal suo sangue e diventassimo conformi al Figlio suo nell’amore che ha dato per noi.
Per questo, ringraziamo con gioia Dio Padre che ci ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce, ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio. Quel regno preparato per noi fin dalla fondazione del mondo e che riceveremo in eredità se sapremo amare il Figlio nei suoi e nostri fratelli più piccoli.
La regalità di Gesù Cristo è la regalità dell’amore. Ci ha amati fino a dare se stesso per noi. Veramente Egli regna dal legno della croce! Entra nel suo regno chi si lascia attirare dal suo amore come il buon ladrone, al quale Gesù promette: “Oggi sarai con me nel paradiso” (Lc 23, 43).
Entra nel suo regno chi ama come da Gesù Cristo è amato. Entra nel suo regno chi si riconosce bisognoso della sua salvezza e della sua misericordia e rinuncia a ogni pretesa di regnare facendosi ultimo e servo dei suoi fratelli.
Chi non vuole regnare come e con Gesù Cristo, ma vuole dominare tenta di imporre a Gesù Cristo di scendere dalla croce. Chi ha conosciuto la potenza di Dio che si è manifestata nella debolezza della morte in croce del Figlio, si fa obbediente come Gesù Cristo, prende ogni giorno la sua croce e lo segue.
Gesù Cristo regna dal legno della croce. Contemplando Gesù Crocifisso possiamo accogliere nella nostra vita la verità di Cristo Re dell’universo e quindi la sua Signoria.
Nell’Apocalisse Gesù è presentato come “colui che viene a salvare gli uomini… come colui che un giorno verrà a giudicare il mondo”. Il Cristo Signore è il Cristo Crocifisso il “testimone fedele”, il “sovrano dei Re della terra … Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue”.
Nella luce che ci viene dalla stessa Parola di Dio possiamo comprendere quello che Gesù dice a Pilato: “Io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce.” (Gv 18, 37).
In Gesù Re dell’Universo contempliamo il trionfo invincibile dell’amore che totalmente si dona e sempre perdona.

(Ermanno Raimondo, Spezzando la sua Parola, Calabria Edizioni, 2018)