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Il Messaggio del Vescovo eletto mons. Stefano Rega alla Diocesi


Alla cara diocesi di San Marco Argentano – Scalea (CS)

“Dammi un cuore che ascolta” (1Re 3,9), questa risposta del giovane Salomone alla richiesta di Dio, “chiedimi cosa devo concederti”, è la preghiera che ho rivolto al Signore quando il Nunzio mi ha comunicato la volontà del Santo Padre Papa Francesco di affidarmi la cura pastorale di questa cara diocesi di San Marco Argentano – Scalea. Un cuore che sappia ascoltare, obbedire e donarsi mentre avverto lo stupore, la commozione, il timore e la sproporzione di ciò che Dio, che continua a sorprendermi, ora mi chiede. Mai avrei pensato di rivolgermi a voi come prossimo Vescovo!

Nella preghiera, in cui subito ho trovato rifugio, è risuonato con forza il “non temere, io sono con te”. Questo non temere rivolto ai profeti, agli apostoli, alla Beata Vergine Maria, mi ha rasserenato e si è fatto chiaro come nella mia storia il Signore non mi abbia mai abbandonato ed ogni volta in cui ho detto il mio Sì e mi sono affidato, ho sperimentato la potenza della Sua grazia.

Vengo in mezzo a voi come padre, fratello e amico, in una terra ricca di fede, di storia e di cultura, accogliendo tutta la ricchezza di bene già seminato e facendomi compagno di cammino verso l’unica universale vocazione alla santità. Insieme, faremo nostre “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi” (GS), le nuove sfide che stiamo attraversando, la complessità del tempo presente, invitati a inventare e a trovare vie nuove per annunciare la gioia del Vangelo a tutti, a partire da una sempre rinnovata comunione tra Vescovo, presbiteri, diaconi, religiosi/religiose e fedeli. Comunione, partecipazione e missione sono le tre parole-chiave che la Chiesa in sinodo in questo tempo ci propone come programma di vita per camminare insieme ed è ciò che desidero vivere e realizzare con tutti voi.

Giunga il mio saluto con particolare affetto al Vescovo Leonardo, che ha servito con generosità e sapienza questa comunità ecclesiale. Ai Presbiteri, Diaconi e seminaristi, primi collaboratori nel mio ministero a cui desidero dedicare le mie attenzioni e le mie cure più profonde, in particolare per i sacerdoti anziani, malati e che si sentono più soli. Il mio pensiero va ai religiosi e alle religiose con la gratitudine della Chiesa per la scelta d’amore totale e radicale presente nella loro vita.

Il mio pensiero va a tutti i sofferenti, agli ammalati, ai poveri ed ai feriti dalla vita, ed a quanti per un qualsiasi motivo sono associati alla passione di Cristo. Il mio pensiero va a tutte le forme di associazione, movimenti e gruppi, a tutti i laici che con la loro testimonianza e partecipazione fanno vivere la Chiesa e la pongono in dialogo con il mondo.

Un saluto particolare alle autorità civili e militari dei Comuni della Diocesi. Ad essi assicuro collaborazione, nel pieno rispetto della differenza degli ambiti, con la volontà di collaborare al bene della nostra gente, soprattutto degli ultimi. Saluto con rispetto e affetto tutti i fratelli che non appartengono alla Chiesa Cattolica, che non professano nessuna fede e non si riconoscono in nessuna religione. Con loro mi sento compagno di viaggio.

Infine il mio pensiero grato alla Chiesa di Aversa dove sono nato alla fede e al sacerdozio, ai pastori, ai presbiteri e ai fedeli che mi hanno accompagnato, in particolare al Vescovo Angelo, mio padre, fratello e amico.

Affido tutto il mio ministero e tutta la mia vita all’intercessione della Madonna del Pettoruto, di San Marco Evangelista e San Francesco di Paola. La Vergine Maria, Madre della Chiesa e Regina della pace, oggi invocata come Madonna di Loreto, vegli sul nostro tempo, che ci vede in apprensione per il conflitto in Ucraina, e sul nostro cammino di comunione ecclesiale, faccia di noi una famiglia bella e unita come nella santa casa di Nazareth.

Confido nelle vostre preghiere e vi benedico con affetto nel Signore

Aversa (CE), 10 dicembre 2022

Don Stefano

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